I 9 punti di Parma e Cesena sono un record, ma la mediocrità del campionato aiuta

di Michele Bugari
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La partita con cui si apre il girone di ritorno del Parma è di quelle delicate. Di fronte ci sarà infatti il Cesena, squadra con la quale i crociati condividono l’ultimo posto a quota 9 punti: un risultato veramente modesto se consideriamo che sommando i punti delle due squadre otteniamo quelli della quartultima in classifica, ovvero i 18 del Chievo che finisse oggi il campionato sarebbe salvo. Se messi a confronto con il resto d’Europa i 9 punti sembrano poi ancora meno: al giro di boa in Premier League il Leicester ultimo ne aveva 13, il Granada nella Liga 14 e il Caen in Francia 15, gli stessi di Borussia Dortmund e Friburgo in Bundesliga.

Ma questo è indice forse soprattutto del basso livello raggiunto dalla Serie A se consideriamo che in nessun altro campionato la forbice tra capolista e ultima (37 punti la distanza dalla Juventus) è così ampia. E come ha fatto notare proprio il ds cesenate Rino Foschi – “La mediocrità del campionato è il nostro primo alleato, siamo tutte vicine, basta poco per guadagnare posizioni” – questo non fa che abbassare la quota salvezza, che fino a poco tempo fa veniva indicata a 40 punti e ora invece è probabilmente più bassa: il Sassuolo dell’anno scorso si è salvato a 34 punti e la il massimo raggiunto dalla terzultima nelle ultime sette stagioni è stato 36 punti. I 9 punti di Cesena e Parma eguagliano in ogni caso il record dell’Ascoli del 2007. La speranza è che la sorte, o chi per lei, riservi al Parma un destino migliore.


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