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Faggiano: "Kulusevski può fare grande carriera. Colpi mancati? Di Lorenzo e Castrovilli"

di Giuseppe Emanuele Frisone
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Intervenuto in diretta Instagram con il noto giornalista Gianluca Di Marzio, il ds del Parma Daniele Faggiano ha parlato di diversi argomenti: "Sto bene, ma penso a tutti quelli che stanno lavorando e stanno lontano dai loro cari o che gli sono venuti a mancare e non possono neanche andare a dargli l'ultimo saluto. La mia famiglia sta bene, sono preoccupati perché sono da solo a Parma, ma non sono riuscito a spostarmi, anche per stare vicino alla squadra per vedere come si evolveva la situazione".

Durante Parma-SPAL abbiamo capito che stava succedendo qualcosa d'incredibile. Forse ci siamo fermati in ritardo:
"Col senno di poi siamo tutti bravi. Dobbiamo dare fiducia prima di tutto al Governo, bisogna essere uniti lavorando tutti insieme, senza farci la guerra. Chi è al comando dovrà ascoltare i consigli dell'opposizione, e viceversa l'opposizione deve collaborare, senza dire dove si sbaglia o meno. Parma-SPAL l'ho vissuta io, ma era una partita di calcio, non stavamo soffrendo come ora i medici o gli infermieri. Mi hanno dato fastidio alcuni comportamenti, vedo che ancora si parla di allenamenti. Noi come Parma abbiamo prima dato una disposizione, poi già il 14 abbiamo detto ai ragazzi che forse si sarebbe ripreso il 25. Poi già dal 20 ho detto ai ragazzi che si sarebbe andati a data da destinarsi".

Quali sono i colpi di mercato a cui sei più legato?
"Caputo è un colpo che mi ha portato fortuna, anche se non sono più riuscito a portarmelo dietro per diatribe di mercato. Poi penso al mio Trapani: Petkovic, Coronado, ma anche al Noicattaro dove giocavano anche Lucioni, Lollini che è arrivato in B con il Carpi ed era il capitano quando c'era Giuntoli come direttore sportivo". 

Tu con i giocatori sei molto legato:
"Sì, cerchiamo di avere un rapporto molto vero. Per questo, quando ho saputo che le cose stavano andando per le lunghe, ho avvisato i calciatori che non saremo tornati ad allenarci il 25, perché volevo far loro capire come la società non faccia le cose tanto per farle. Adesso una parte del lavoro lo fanno i dirigenti, come Lucarelli, Munari...".

Qualcuno scrive che vorrebbe l'Europa. Non è facile...
"Noi vorremmo riprendere a giocare e dare soddisfazioni ai tifosi, riprenderci dalla sconfitta con la SPAL, che io non reputo una vera sconfitta perché se dovessi parlare col mio team manager, prima della partita gli ho detto 'Tranquillo che perdiamo', per cui era praticamente matematico. Mi riferivo al fatto che fosse un ambiente surreale...".

Il lavoro da ds a casa in questo momento, ti vedi partite, mantieni contatti...?
Ho una squadra scout importante, con Peppe Corti, Pederzoli, Christian Paul. Ho Munari, De Vito, Ghislotti, Strano, Faggianelli, Letizia, Giambattista Martino, Ciccio La Rosa. Ci stiamo organizzando, ne approfittano per guardare partite di B o di C, per confrontarsi: chi è al Nord vede gare al Sud e viceversa".

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Tu come ds lavori molto di fantasia, ma pensi che sarà ancora peggio quest'anno visti i problemi economici?
"La verità è che mi trovo bene a Parma, mi trovo bene quando c'è la possibilità di lavorare, di litigare e confrontarsi. Mi trovo bene. Quel che posso dire ai tifosi del Parma è che abbiamo una società che, nonostante tutti i problemi, cerca di pensare al Parma. Si pensa ovviamente in modo diverso rispetto ad un mese fa".

Kulusevski andrà alla Juventus, che futuro ha?
"Kulusevski? Può fare una grande carriera, è un ragazzo con la testa sulle spalle ed è umile, lo dimostra ogni giorno. Fosse stato un altro sarebbe andato subito alla Juventus o a una grande squadra, lui invece è rimasto a Parma".

Ci parli dell'operazione Darmian?
"Non era facile prenderlo, con il Mister ne avevamo parlato a giugno ma allora era tutto in alto mare, era incedibile e non potevamo competere con quelle cifre. Poi grazie al suo agente siamo riusciti a trovare uno spiraglio, i problemi più grossi li abbiamo avuto con il Manchester United dal momento che chiedevano determinate cifre e determinate condizioni".

Un giorno si può vedere un Parma da Scudetto?
"Non è semplice, non dimentichiamo che quattro anni fa eravamo in Serie D, è passato poco tempo. Noi non vogliamo guardare indietro, ma bisogna anche guardare indietro".

Il mestiere di direttore sportivo in Italia è ancora una figura forte?
"Penso che questa quarantena possa aiutare tutto il sistema. L'essere invidiosi non porta a nulla; se siamo compatti e uniti, come movimento, con i procuratori, i giornalisti e il movimento del calcio in generale, le nostre potenzialità usciranno con il tempo. Se lavoriamo come una associazione o un gruppo di lavoro, dobbiamo aiutarci tutti: in Italia non è sempre così. Quando un procuratore va a fare il consulente di una squadra, non credo sia colpa del procuratore. A me spiace quando ho quattro-cinque giocatori di una certa scuderia e qualcuno pensa che faccio affari solo con un procuratore. Se un procuratore ha cinque o sei giocatori da me, ci sta che non giochino tutti, quindi è un problema anche suo. Del sistema calcio comunque se ne dovrebbe parlare di più".

Ci sono stati colpi mancati?
"Di Lorenzo, lo potevo prendere quando era al Matera, poi dopo per tante situazioni. Il procuratore era Tosto, c'era un accordo ma poi è saltato. Anche con Castrovilli c'era una situazione con altri giocatori in ballo... La fortuna di un calciatore è trovare una società che gli dia fiducia subito, non è scontato. Ne ho qualche altro di nome, ma ora non mi vengono in mente. Caputo, quando abbiamo ottenuto la promozione in B, è uscito che volevo lui e Troiano dall'Entella. Quella cosa ha dato molto fastidio alla società, anche se io parlo sempre prima con le squadre".

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