E ora non chiamatelo più Parma Gervinho-dipendente: sono organizzazione e gruppo a fare la differenza. Al rientro dalla sosta, contro la Lazio, un nuovo esame di maturità

di Vito Aulenti
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Gol, assist, cavalcate mozzafiato, giocate d'alta scuola, dribbling devastanti: c'è poco da dire, Gervinho è stato una delle sorprese più liete di questa primissima parte di stagione. Le sue immense qualità sono fondamentali per una formazione come quella di D'Aversa che fa del contropiede la sua arma principale (badate bene, non l'unica), ma è indubbio che, nella partita di Genova, il Parma si sia scrollato di dosso l'etichetta di "Gervinho-dipendente", dimostrando che a fare realmente la differenza sono organizzazione di gioco, sacrificio, umiltà, compattezza del gruppo e una fase difensiva curata in maniera maniacale. Senza dimenticare la qualità, quella che hanno dimostrato di poter garantire anche i vari Barillà, Stulac e Siligardi. Insomma, Gervinho è importantissimo per questo Parma, ma senza un gruppo così, probabilmente, la compagine ducale non avrebbe i punti che ha oggi.

Dopo tre giorni di riposo, oggi, Bruno Alves e compagni si ritroveranno a Collecchio per cominciare a preparare la difficilissima sfida interna contro la Lazio. L'entusiasmo la farà da padrone tra i ragazzi di D'Aversa, i quali dovranno però essere bravi a non tramutare l'euforia in rilassatezza: la salvezza, infatti, è ancora tutta da conquistare. Guai a pensare che, dopo sole otto giornate, la strada sia già tutta in discesa: contro la Lazio, una delle 6-7 squadre più forti della A, bisognerà superare un altro esame di maturità. I ducali si faranno trovare pronti?


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