Due cadute, due risalite. D'Aversa tenta la terza rinascita

di Vito Aulenti
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Roberto D'Aversa si può criticare sotto l'aspetto tattico, delle idee, dell'interpretazione della gara, o magari per le scelte di formazione e i per cambi a gara in corso. Insomma, può piacere o meno come allenatore: come è giusto che sia, ognuno dice la sua al riguardo. Ma non si può non ammettere che il tecnico nativo di Stoccarda sia un professionista determinato, con gli attributi, capace di dare il meglio di sé proprio quando sembra sul punto di crollare. E questa non è un'opinione, a parlare sono i fatti.

Come dimenticare la crisi nera nella quale era sprofondato il Parma nella seconda parte di stagione del campionato scorso: un momento che sembrava insuperabile, e che invece D'Aversa fu bravo a gestire, invertendo la rotta nel momento cruciale dell'annata. Alla fine arrivò la promozione in A, con la città in festa e orgogliosa del percorso della squadra. Anche all'inizio del torneo in corso, D'Aversa ha incontrato delle difficoltà, complici anche il salto di categoria e i tanti giocatori nuovi acquistati dalla società. Poi alcune intuizioni dell'allenatore hanno portato ad un filotto importante di risultati utili, che ha permesso alla formazione ducale di agguantare addirittura la vetta della classifica nel periodo pre-natalizio. 

Oggi assistiamo ad un altro momento complicatissimo per D'Aversa, che ha sì incassato la fiducia della società dopo il match col Perugia, ma che deve ricominciare a macinar punti sin da subito per evitare che il credito nei suoi confronti si esaurisca. Riuscirà il tecnico classe 1975 a risorgere ancora? Al campo l'ardua sentenza. 


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