PL - Nocciolini: "Exploit Parma inaspettato? Per nulla. Barillà e D'Aversa impressionanti"

di Sebastian Donzella
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L'ultimo gol in Serie C porta la sua firma. Era in campo nella prima in B dopo il fallimento. Ed è ancora un giocatore del Parma, anche se gioca al Ravenna. Parliamo di Manuel Nocciolini, una delle barbe più note in gialloblù di sempre. ParmaLive.com lo ha raggiunto in esclusiva in Romagna.

Il giallorosso addosso, il gialloblù nel cuore.
"Seguo sempre il Parma, sia perché sono sotto contratto con i ducali sia perché ho lasciato lì tanti miei ex compagni. E sta a Parma anche la mia ragazza: ogni volta che posso torno in città e mi incontro in centro i colleghi crociati".

Allo stadio però è un po' dura.
"Giocando col Ravenna diventa difficile essere presente al "Tardini". Però appena posso guardo le partite in TV o sul tablet, come ho fatto nell'ultimo weekend, in pullman, mentre andavamo a giocare a Fermo. Con il resto della squadra ci siamo divertiti a vedere una grandissima vittoria come quella col Genoa". 

Ti aspettavi un Parma in zona Europa League?
"Quello crociato è un grandissimo lavoro, per tanti inaspettato ma non per me. Avendo vissuto il ritiro, ho visto la grande voglia di mettersi in mostra, di far vedere che questa squadra in Serie A poteva starci benissimo. E in effetti sta andando così. Sull'Europa dico di andarci cauti. Ho letto la vostra intervista a Galuppini [LEGGI QUI], mio compagno qui a Ravenna, e son d'accordo con lui: è una lucida follia, lo spero con tutto il cuore ma la vedo molto dura, anche se in questi 13 punti sono comprese anche le sfide con tre big del calibro di Juventus, Inter e Napoli. Ma ci sono tante altre squadre che hanno come obiettivo le Coppe, mentre il Parma cerca la salvezza".

Dalla C alla A sono rimasti in pochi. Due nomi su tutti: Barillà e D'Aversa.
"Riguardo Antonino ti dico che è impressionante: dà tutto in campo e suda la maglia dal primo all'ultimo, istante. È stata la sorpresa più bella delle prime giornate. Non era il più atteso, tecnicamente non sarà il più forte centrocampista in A. Però ci mette l'anima".

E il mister?
"Al di là del bellissimo rapporto che ho con lui, sapevo che sarebbe arrivato in Serie A. Sin da quando è arrivato in C, si vedeva la sua grande preparazione. È vero che non ha tantissima esperienza, essendo giovane, ma è bravissimo a preparare le partite. Ne sa veramente tanto, soprattutto sui punti deboli degli avversari, e si merita questa vetrina perché l'ha conquistata sul campo".

Pensare che qualcuno un anno fa chiedeva la sua testa...
"Ci sta, quello dell'allenatore è il mestiere più difficile del mondo. Se i risultati non arrivano sei il primo a finire sulla graticola. Bravo lui che ha saputo superare il momento no e brava la società che ha fatto quadrato intorno al mister, confermandolo anche quando sembrava più semplice mandarlo via".

Torniamo al Parma: come ti spieghi questo exploit?
"La grande forza del Parma è il gruppo, formato da uomini sinceri prima ancora che ottimi calciatori. I momenti difficili ci sono ma si superano tutti insieme".

Quale attaccante ducale ti piace?
"Seguo con piacere Inglese perché è devastante, fa reparto a sé. Ma anche Ceravolo è fantastico, mentre di Gervinho e Biabiany non c'è bisogno che ne parli io. Tutti lì davanti, comunque, hanno dimostrato di valere la A".

Capitolo personale. Come va a Ravenna?
"Mi trovo benissimo, questa società mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco dopo una passata stagione in cui non avevo fatto proprio benissimo né nei primi sei mesi a Parma né negli altri sei a Pordenone. Qui c'è un gruppo bellissimo, remiamo tutti dalla stessa parte".

Con la speranza di tornare in gialloblù...
"Ovvio che la voglia di tornare ci sia ma passa tutto dall'annata di Ravenna. Per me l'importante è fare bene qua. Anche noi, a Ravenna, prima di tutto vogliamo la salvezza, l'ambizione è far meglio dell'anno scorso quando il team arrivò a un punto dai playoff. Quindi direi che l'obiettivo adesso è entrarci".


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