Difficile e ingiusto dare giudizi sul mercato del neopromosso Parma a metà luglio, con un processo all'orizzonte. Ma non poche perplessità sorgono sul possibile ritorno di Cassano

di Vito Aulenti
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Dare giudizi sul mercato del Parma, oggi, sarebbe inutile e ingiusto, oltre che particolarmente complicato. Come sappiamo, infatti, l'indagine aperta dalla Procura federale sull'ultima gara di campionato con lo Spezia ha letteralmente penalizzato la società ducale, che se prima veniva data vicina ad elementi di medio-alto livello come Balotelli, Viviano e Quagliarella, oggi sembra essere perlopiù sulle tracce di giocatori giovanissimi e Over 30 quasi a fine carriera, l'ultimo dei quali risponde al nome di Antonio Cassano.

A questo proposito, ne approfitto per fare gli auguri all'attaccante di Bari Vecchia (che oggi compie 36 anni), ma anche per esprimere le mie perplessità circa le voci diffusesi nel pomeriggio di ieri circa il suo possibile ritorno nel Ducato. Nessuno mette in dubbio le qualità dell'ex Real Madrid, capace con una giocata estemporanea di sbloccare ogni partita, ma l'età avanza e il campionato di Serie A cambia, inevitabilmente, divenendo sempre meno tecnico e sempre più fisico. Perciò, considerando che Cassano non vede il campo da più di un anno, il suo eventuale tesseramento da parte del club non ci sembrerebbe una scelta così geniale, nemmeno se nel contratto fossero presenti clausole anti-cassanate.


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